ASO VOLLEY's profileASO VOLLEY ALZATEPhotosBlogGuestbookMore Tools Help

Blog


    June 21

    Sommafiume 14 - 15 giugno 2008

    Torno a scrivere sul nostro stupendo Blog dopo tanto tempo, per ringraziare, a nome di tutta la parte maschile dell'ASO, le nostre fantastiche Gufette!!!!!
    Come ogni anno riescono a stupirci e nella gara alle sorprese restano sempre un passo avanti a noi, infatti per festeggiare la fine del 4° anno insieme, le nostre carissime fanciulle ci hanno fatto dono di un magnifico fine settimana sulle montagne comasche. La sfortuna ha voluto che avessero scelto l'ultimo week-and di neve!!!!!
     
    Come si addice allo stile del blog, vado a registrare la dura cronaca:
    ritrovo in piazza ad Alzate Brianza, fissato....nessuno ci ha comunicato l'orario (organizzazione traballante), comunque sia, l'istinto che da sempre contraddistingue la specie del nostro rapace portafortuna ci ha portato miracolosamente a incontrarci tutti alle 14.30....bhè tutti, diciamo una parte della squadra (troppi assenti!!!!) in ordine meramente casuale:
     
    LORY: "l'imbonitrice", sul portellone della sua Pluriel, fa sfoggio delle mercanzie che saremo obbligati a dividerci negli zaini: pummarola, pasta, salamelle e olio delle sue terre: Bitonto!
    ERNE: che verrà ricordato in futuro come il Briatore del Lario: pappone con la barca!
    ACARO: non ha idea ancora di cosa l'aspetterà; quando arrivati alla Baita, si accorgerà della mancanza, non solo del bidè, ma anche e soprattutto dell'assenza di acqua calda, per poco non subirà un'arresto cardiocircolatorio!
    ANNA: è lei che ha tenuto i contatti col gestore della baita che ci farà dono di uno slogan che useremo negli anni futuri: "ma vaà, ghe sò tuscoos".
    PJ: la Paola che non ti aspetti: provocante!
    LAFFEDE: diciamo che la nostra 100% ad una certa ora e con un grado alcoolico leggermente superire al consentito dalle leggi, perde di riflessi.... 
    MOLTEN: è la prova provata che il detto "tira più un pelo di....che cento buoi", è realtà!
    WAYNER: sfoggia un pigiamino niente male, peccato che anche Acaro ne avesse uno simile, cosa che fomenta gli sfottò dei compagni!
    VALE: ci si aspettava l'arrivo in baita in mini e scarpe rosse col tacco....delusione!!!!!
    DANY: risponde presente all'appello nonostante gli impegni: bravissima!
    MACIU: l'animo alpino che lo pervade esce anche nel momento della salita alla vetta, intona canti che aiutano la truppa nella difficoltà e non esita a rispondere al richiamo lanciato dal campo base: "la bella la va al fosso.....ravanei, remulass, barbabietole e spinass!"
     
    Partiamo:
    dopo un caffè offerto dalla nostra Dany, purtroppo bloccata al bar dal turno di lavoro, il gruppo si divide ed una parte sale in macchina per dirigersi verso la meta che è ancora ignota, gli equipaggi sono: Molten, Anna, Laffede ed Erne da una parte e Lory, PJ, Acaro e Wayner dall'altra. Si parte direzione Lecco. Negli zaini già carichi di vettovaglie ed effetti personali manca ancora "lo spirito di-vino", quindi tappa a Fuentes, con disappunto di PJ legata agli schemi orari. Si prendono quattro cose tanto per non rischiare di avere sete nella serata che sta per iniziare....lasciamo la parte orientale del lago di Como per dirigerci verso Dongo, appena prima della meta, come un segnale dall'alto, un cartello ci annuncia "Consiglio di Rumo: Tromba"! Non espertissimi delle zone ci vediamo costretti a chiedere agli inidgeni indicazioni stradali, la lingua è ostica, ma Erne non si lascia intimorire e dopo brevissimo consulto con una mercante della zona azzecca la via giusta. Iniziamo la salita, peccato che il tempo non sia dei migliori, così non riusciamo ad apprezzare appieno le bellezze che l'ambiente circostante potrebbe farci dono. Poco prima della fine della strada asfaltata facciamo conoscenza col gestore del rifugio, uomo dal piglio energico e dalle parole che risultano sentenze: ad ogni richiesta di delucidazioni sulle condizioni del nostro alloggio, in modo risoluto risponde: "ma vaà, ghe sò tuscoos". Rinfrancati da queste granitiche certezze, riprendiamo la strada e ci inerpichiamo sui fianchi delle nostre amatissime montagne, il fuoristrada di Erne affronta la salita senza alcun segno di cedimento, diverso il discorso per la povera Xsara del sottoscritto che a tratti sottolinea il suo disappunto con cali di potenza e con sinistri scricchiolii, riusciamo comunque a raggiungere la prima tappa, dove lasciamo i nostri mezzi e dove inizierà la sfida dell'uomo con la natura. Prendiamo gli zaini dal portabagagli, controlliamo che tutto sia caricato in modo corretto e che i pesi siano ben distribuiti: si parte. Affrontiamo il sentiero che ci ricorda i momenti più tormentati del secolo appena passato, tutto riporta ai tempi della Grande Guerra, la nubi ci avvolgono, l'umidità penetra nei nostri indumenti e ci ricorda che noi siamo gente di pianura, al massimo di bassa collina! Passiamo valichi, evitiamo frane e guadiamo torrenti impetuosi, poi finalmente la vediamo: è là, davanti a noi, "la nostra baita" che si staglia con tutta la sua imponenza, bianca tra le nuvole grigie, ancora un piccolo sforzo e ci saremo, gli animi anelano ad un posticino caldo davanti al camino, ad una doccia ristoratrice e ad un bel piatto di pasta che ci ri-dia le energie lasciate lungo il sentiero. Ma come ben sanno coloro i quali vanno in montagna niente è più fasullo del miraggio di essere arrivati, la baita è sì lì, davanti a noi ma per raggiungerla bisogna girare attorno a tutta la montagna...azzzz. Arriviamo poco prima che inizi il diluvio, e....ma davanti all'ingresso ci aspetta il giuramento: "tutto quello che accadrà tra queste mura non uscirà", quindi la cronaca si interrompe quì.
     
    Un grazie di cuore a tutte le nostre "donne", a quelle che ci hanno accompagnati e a quelle che per vari impegni assunti non hanno potuto essere dei nostri, una promessa però: la pagherete, e a prezzi d'inflazione!
     
    P.S.: ho pubblicato le poche foto disponibili, attendiamo quelle della Dany!